LA MALATTIA DI PARKINSON:

DI COSA STIAMO PARLANDO

La MdP compromette la qualità di vita di chi si ammala e della sua famiglia. Si manifesta con tremori, rigidità, lentezza dei movimenti, ansia, apatia fino ad aspetti depressivi, angosce, disturbi dell’umore o psichiatrici o, talvolta, del controllo degli impulsi, in risposta ai farmaci dopaminergici assunti, come sessualità o alimentazione compulsive, shopping patologico, pudding. Nei pazienti con MdP i disturbi motori e la distorsione della struttura corporea inducono alterazioni dell’immagine corporea e del concetto di Sé (Gamarra et all, 2009) con effetti negativi sulla fiducia personale e un conseguente ritiro sociale che correla con sintomi depressivi. A questo carico si aggiunge, poi, l'impatto con le cure: il paziente, inizia a vivere sospeso tra un tempo presente, vissuto come un non tempo, padrone assoluto del suo esistere, e un tempo passato carico di obiettivi (Borgna, 2000).

LA REAZIONE DEL PAZIENTE ALLA DIAGNOSI DI MDP

Agitazione, collera, incredulità, pianto, rabbia e frustrazione per l’essersi ammalato, le nuove restrizioni di vita, il doversi sottoporre alle terapie, l’incertezza sul futuro, l’ostilità e il pregiudizio altrui. Incidono personalità, temperamento, flessibilità, risorse sociali, famigliari e occupazionali, sostegno disponibile e livelli di vulnerabilità, legati anche a pregressi con malattie e traumi. La persona, ora paziente, entra in uno stato confusivo problematicamente avverso alla concentrazione necessaria per prendere decisioni importanti per la propria salute.

DOTTORESSA, COSA POSSO FARE?

Il livello di confusione tende ad abbassarsi già con una buona comunicazione della diagnosi e la proposta e l’avvio di un buon percorso psicologico. Con la consulenza psicoterapica possiamo ristabilire il più possibile l’armonia del corpo, utilizzando le potenzialità residue e, stante la malattia, ove possibile, scoprendone di nuove: tracciare insieme un percorso per integrare aspetti dell’ON motorio (sano, attivo e buono) con l’OFF motorio (malato, spento e cattivo).

CON QUALE APPROCCIO PSICOTERAPICO

La nostra strada è la Gestalt Analitica. Un approccio olistico basato sulla relazione circolare e imprescindibile tra corpo e mente, conscio e inconscio, individuo e ambiente. Da un parte, lavoriamo sul momento presente del paziente, consapevolezza e valorizzazione della sua intenzionalità e responsabilità come mezzi per raggiungere un'esistenza piena, un quotidiano autentico essere nel mondo. Dall'altra, allarghiamo lo sfondo e andiamo più in profondità, dall’analisi della storia personale del paziente, con i suoi aspetti e significati inconsci, fino ai luoghi più antichi, comuni a tutti gli uomini, propri dell’inconscio collettivo.

VERSO L’ARMONIA GLOBALE

I nostri strumenti sono l’analisi dei sogni, delle immagini e l’utilizzo dell’immaginazione attiva. Piano d'intervento anche il corpo, depositario dei segni profondi lasciati da eventi, vissuti, emozioni, ricordi e fatiche quotidiane in posture, tensioni, contratture e dolenzie. Con la presa di coscienza e l’utilizzo delle proprie risorse il paziente è stimolato ad agire nel proprio mondo, manipolare attivamente la propria realtà e operare cambiamenti.

Dott.ssa Isabella Imbimbo

Psicoterapeuta in Gestalt-analitica

Ricercatrice in neuroriabilitazione

Cosa fare E.T.S. Centro Studi Disability and Transport System